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Chiara Gamberale è nata nel 1977 a Roma, dove vive. Ha scritto “Una vita sottile” (Marsilio, 1999)” Color Lucciola” (Marsilio, 2001) “Arrivano i pagliacci” (Bompiani, 2003) ” La zona cieca” (Bombiani, 2008, Premo Selezione Campiello), “Una passione sinistra” (Bompiani, 2009). “Le luci nelle case degli altri” (Mondadori) è il suo ultimo romanzo.E’ stata anche autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici, come”Gap” (Raiuno),” Quarto piano scala a destra” (Raitre) e “Trovati un bravo ragazzo” (Radio24).
Da gennaio 2010 conduce tutte le mattine su Radio2 “Io, Chiara e l’Oscuro” .
Collabora con “La Stampa”, “Vanity Fair” e “Il Riformista”.
*** NEWS***
Chiara per la presentazione del suo ultimo racconto “L’AMORE QUANDO C’ERA” e per psico-incontrarvi tutti quanti siete vi aspetta:
Venerdì 25 maggio - h. 18.00 - a Ragusa presso la rassegna “A tutto Volume” dettagli in via di definizione ( per info> http://www.atuttovolume.org/
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In Portogallo: “As Luzas Nas Casas dos Outros” |
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sembra scritto da una burlona che vuole screditare le persone che “studiano”
il messaggio qui sopra, quello che termina con la parola “trasmizzione”, è chiaramente inverosimile
Rileggendo i post vedo che presenti il tuo libro in varie città, beh se arriverai qui…sarò nel pubblico.
Carissima Chiara, ho ascoltato una parte del programma, martedì scorso. L’argomento era ‘la cultura dal basso’ : – non deve essere calata dall’alto – deve essere comprensibile a tutti – toccavi anche RAI3 con i suoi difficili programmi (?!). Da buona lettrice e fruitrice d’arte, considero i ‘maestri’ necessari alla funzione del ragionare. Il sapere va gestito a tutti i livelli della comprensione, non certo appiattendo la conoscenza a livello popolare. La mente, si esercita per gradi alla comprensione di linguaggi e arti più complesse, come ci insegnano secoli di pensieri tramandati. La cultura non può essere approssimativa.
Un saluto e auguri alla trasmizzione
maurizio, alla fine che hai fatto, c’eri a verona??comunque le presentazioni in quel del veneto non mancano, basta tenere d’occhio http://www.iochiaraeloscuro.rai.it – gabriella, sì! si intitola “LE LUCI NELLE CASE DEGLI ALTRI”: e anche a genova, voglio sperare (ci vive mio fratello) verrò presto. cristina, m’emozioni. però: mi fai pensare.
baci per tutti,
Chiara
Ciao Clarita,
ti seguo dall’inizio del tuo programma e penso che non c’è di meglio da ascoltare alla radio.
Ora vedo che sei proprio lanciatissima: serate in varie citta’ e il tuo libro che va a 1000!!! (oggi ho visto su Tuttolibri che 6 nei top ten della narrativa!)mi piaci! Ti stai spingendo molto in avanti!
Il 12 Novembre(che tra l’altro e’ il mio compleanno) saro’ senz’altro a BASSANO…ma perche’ non venire anche a TRENTO(che e’ la mia citta’)? Se hai bisogno di un supporto organizzativo, sono a disposizione
Luciano
ciao Chiara, ti ascolto molto volentieri, qualsiasi argomento tratti, sei molto brava e hai una voce splendida è un piacere ascoltarti e adesso che ho visto il tuo viso, dico anche che sei molto bella; un abbraccio gianni…………………
Non ci cascare… non è un nichilista, è solo pigrizia emotiva, non è grave, ad un certo punto si cresce.
Un nichilista non percepisce il “vuoto”, lo desidera e lo teme. Per questo è sempre circondato da “estimatori”. Un vero Nichilista non Esiste.
Ma a che ci serve un “finto” nichilista?
un abbraccio
Ciao Chiara, da pochi gorni ho accolto il tuo ultimo libro nella mia vita, leggendo la lettera di Maria a Mandorla mi sono scoperta a piangere disperatamente. Mi ha fatto pensare al giorno in cui è nata mia figlia, ma forse il pianto è scaturito pensando che avrei voluto avere io una lettera come quella, scritta dalla madre che mi messo al mondo. Io sono stata adottata e forse ancora oggi (ho 38 anni) non ho risolto questo mio nodo. Ho avuto mia figlia a 16 anni e forse ero io Mandorla in quel momento, forse troppo presto, ma da mandorla oggi sono diventata un frutto maturo, mia figlia il 20 ottobre si è laureata e tutti i momenti difficili si sono calcellati mi sono sentita più leggera, mia figlia ha iniziato a dare forma alla sua vita facendo quello che le piaceva. Non potrei essere una madre più entusiasta ed orgogliosa. La strada è ancora lunga, ma in questo momento ho una forza formidabile dovuto anche all’amore di tante persone che mi sono vicine. Scusa sto divagando, torniamo al libro, dopo aver letto la lettera mi sono dovuta fermare, sarà una lunga lettura perchè già so che mi emozionerà a più riprese il tuo libro. Voglio ringraziarti per ciò che scrivi e per le tue parole radiofoniche quotidiane. Grazie per scaldare il mio cuore, per mantenere sempre attiva la mia testa e per aiutare il mio lato oscuro ad essere sempre meno oscuro. GRAZIE.
Ciao Chiara, sono una lavoratrice turnista e quando sono a casa vi ascolto sempre siete molto bravi,mi dispiace che non venite in una libreria genovese,ma si sa’ genova e’ una citta’ chiusa e culturalmente un po’ povera .Ho capito bene :hai scrito un libro? Se si lo compro subito ciao a tutta la redazione
Gabriella da Genova
Ciao Chiara,
ti ho scoperta da poco e per caso, ascoltando la radio mentre andavo a Milano, e mi hai sorpreso. Confesso che non ti conoscevo, ma sentendoti parlare mi è sembrato di conoscerti da sempre; e questa è stata la prima sorpresa. La seconda riguarda il modo con cui tratti questioni spesso difficili, talmente semplice e diretto da invogliare anche lo spettatore più timido o reticente ad ‘entrare’ nel ‘gruppo psicoterapeutico’. La terza sorpresa è di pochi minuti fa, quando navigando nel Sito di ‘Io Chiara e l’oscuro’, ho visto una tua foto e ti ho scoperta esattamente come ti avevo ammaginata. Intendo tralasciare volutamete i soliti complimenti sul tuo fascino misterioso e sulla tua bellezza, perché non vorrei apparire adulatore, ma non riesco a fare a meno di dirti che questa corrispondenza tra il mio immaginario e il tuo reale, è veramente sorprendente. Io la interpreto – con molta semplicità – come una perfetta armonia: cioé tu hai la voce che si accosta perfettamente al tuo aspetto e questo non capita spesso. Questo mi ha spinto a comprare proprio oggi il tuo ultimo romanzo che leggerò con particolare curiosità.
Detto questo, anche se i miei impegni di lavoro non mi permettono di seguire sempre la tua trasmissione, sappi che ogni volta che quello stesso lavoro mi porta fuori città, mentre guido non me ne perdo una. E proprio ascoltadoti in questi giorni, mentre tra testa, cuore e corpo, discutevate con la consueta delicatezza della famiglia, ho saputo che Sabato sarai a Verona. Io vivo a Padova e mi piacerebbe molto partecipare e conoscerti. Farò di tutto per esserci. Intanto ti mando un affettuoso saluto.
Maurizio.
P.S. Non riesco a resistere alla tentazione di dirtelo: Anch’io scrivo e pubblico romanzi (non è la mia attività prevalente, ma è sicuramente qella che mi gratifica maggiormente). Perdonami, ma come ogni scrittore sono un po’ Narciso.
La famiglia, come istituzione (lo sottolineo) non nasce come risposta a un’istanza amorosa – come afferma Scalfari (suo art su Rep 3 ott)– bensì per garantire agli uomini l’accesso al corpo delle donne, per dare loro la possibilità di essere dichiarati padri dei figli partoriti dalla donna e, secondo Carole Pateman, (Il contratto sessuale, 1997) per trasmettere a questi ultimi, se maschi, le insegne del potere (sociale, economico, politico). Questo è stato vero per secoli. Pensiamo per un momento ai matrimoni dei regnanti, ma anche a quelli del popolo in cui la ferrea separazione del censo faceva sì che gli sposi appartenessero allo stesso ceto sociale (per incrementare il patrimonio della famiglia) e, in ogni caso, era la famiglia a scegliere la sposa o lo sposo. L’amore-passione – o amore libertino, o amore romantico, come lo chiama Scalfari – dell’Ottocento e della prima metà del Novecento, era vissuto al di fuori del matrimonio ed era riservato ai maschi, che non venivano con ciò sanzionati dalle leggi o dalla società, mentre alle donne adultere venivano tolti i figli, e in Italia, sino a non molto tempo fa, vigeva il “delitto d’onore” e attuata una dura sanzione sociale. E ancora. Scalfari afferma che il «privato» nasce con l’Illuminismo. Non è così: la separazione tra pubblico e privato è sempre esistita, almeno in Occidente. Semmai, il famoso “contratto sociale” sancisce l’esclusione delle donne imponendo loro un tacito “contratto sessuale” fondato su presunte leggi naturali. La donna diviene così «portatrice dei valori espulsi dalla sfera pubblica, come la cura, la solidarietà, la devozione, l’umanità, attraverso i quali acquisisce anche una sorta di potere […] dove l’amore diviene, per così dire, schermo della diseguaglianza» (corsivo nel testo), (Pulcini, Il potere di unire, Bollati Boringhieri, Torino 2003, p. 187).
“le luci nelle case degli altri” di Chiara Gamberale ed. Modadori
Solitamente i romanzi, come direbbe Tina, la zitella del pian terreno, si dividono in due categorie: quelli che catturano la tua attenzione di lettore per “la” storia e quelli per il “come” è stata scritta quella storia.
“Le luci nella case degli altri” di Chiara Gamberale riesce nel difficile compito di fare centro in entrambe le categorie perchè il percorso di crescita di Mandorla, la bambina adottata dalle 5 famiglie che abitano il condominio di via Grotta Perfetta alla periferia di Roma, non avrebbe potuto essere scritta in modo diverso.
Con un pretesto geniale, una lettera della mamma, la cui improvvisa morte per incidente segna l’inizio del romanzo, Chiara Gamberale ci descrive con uno stile tutto particolare, frammisto di infantile ingenuità e di moderna consapevolezza, come può essere la vita tra le mura di casa di cinque famiglie che più diverse tra loro non potrebbero essere, se viste con gli occhi di una bambina che cresce come se ciascuna di queste famiglie fosse la sua pur sapendo che nessuna di esse lo è.
E così attraverso gli umori e le ansie in continua evoluzione di Mandorla, colta nel difficile passaggio dalla infanzia alla adolescenza, scopriamo, salendo di piano in piano, le gioie e i dolori di chi vive solo (Tina), di chi si è sposato con la persona sbagliata (Cate e Samuel), di chi non si è sposato perché non può (Michelangelo e Paolo), di chi trasferisce nella coppia tutto il proprio narcisismo (Lidia e Lorenzo) ed infine di chi ha costruito la classica famiglia borghese che è perfetta come solo le classiche famiglie borghesi sanno non…esserlo (I Barilla del 5° piano).
Vivendo le diverse fasi della propria maturazione a contatto con costoro, Mandorla riuscirà a liberarsi delle proprie paure e delle proprie insicurezze solo incontrando qualcuno di estraneo a quel condominio, finendo alla fine con l’accettare il fatto che, come si legge nella ultima di copertina del libro, “viviamo tutti all’oscuro di qualcosa che ci riguarda”.
E’ un libro che si legge tutto di un fiato perché, come tutti i romanzi che hanno azzeccato la storia, si ha una tremenda voglia di sapere come va a finire (ed il finale è davvero a sorpresa), ma poi quando lo hai finito, e parlo per esperienza personale, finisci con il provare quella tipica tristezza dell’abbandono perché ormai a quegli strani abitanti del condominio avevi finito con l’affezionarti, e quindi ti mancano.
Pur essendo quasi interamente ambientato in un condominio non è in alcun modo un romanzo claustrofobico (come poteva talvolta essere il pur stupendo riccio di due anni fa), e pur essendo un romanzo corale, nel senso che l’io narrante procede senza perdere di vista il coevo percorso di più di una dozzina di personaggi non è un romanzo nè velleitario né eccessivamente ambizioso nel senso più deteriore del termine.
Direi che una delle maggiori qualità di questo libro è quella di fare sembrare tutto molto vero ed autentico evitando qualsiasi rimpianto di intellettuale artefazione, nonostante la assoluta e favolistica inverosimiglianza della intera vicenda giacchè in ogni personaggio puoi trovare qualcosa di te o di qualcuno che ti sta molto vicino.
Concludo dicendo che la straordinaria maturazione della coppia del quarto piano, che altri non è che quei Lidia e Lorenzo unici protagonisti del precedente “la zona cieca” rappresenta, meglio di ogni altra annotazione, la altrettanta intervenuta maturazione anche della scrittrice che ci consegna, con questo “le luci nella case degli altri”, uno dei più bei romanzi apparsi negli ultimi tempi, e perdipiù dotato di un respiro narrativo che, pur senza avere nulla di falsamente internazionalistico, è raro trovare nei solitamente più ripiegati autori di “casa nostra”.
Cara Chiara
ieri ti ho inviato una lettera privata in redazione ma non ho ricevuto il messaggio di avvenuta lettura.
Saluti
Miriam
ma se non conosciamo il “continente ” che viviamo, cioè il nostro corpo , la nostra anima, la nostra mente… come possiamo “prendercela” con una città.
Proviamo a percorrere i nostri vicoli e i nostri viali e ad incontrare i nostri abitanti, nascondiamo degli angolini molto affascinanti, e a volte sembrano bui solo perché non frequentati.
Prendersela con una città quando abbiamo a che fare con Infiniti Mondi!!!!
Un pensiero.
Renato
ciao chiara, ho appena scritto un commento su ‘contatti’ e mi sono dimenticata una cosa, banale, la canzone che avete messo in onda oggi 11 ottobre parlando dell’italia in psicoanalisi, si può sapere il titolo e in quale cd lo trovo?? mi è sembrato di sentire la voce della nannini, è un rep.
grazie-scusa-perdono-ti amo- morgan
Ciao chiara,
perchè non Palermo?..anche qui c’è il … condominio.
Un affetuoso saluto.
ma chiara sei bellissima e il tuo programma non è solo bello ma terapeutico!!!
CIAO CHIARA,
NON HAI IN PREVISIONE NESSUNA DATA DEGLI PSICOINCONTRI IN UMBRIA?
MI PERMETTO DI SUGGERIRTI LA BELLISSIMA ASSISI, MA E’ PERFETTA ANCHE PERUGIA, SPOLETO, TODI,… INSOMMA “DO COGLI, COGLI”, BASTA CHE VIENI…
UN ABBRACCIO GRANDE…
OOps.. dimenticavo : Chiara, la tua risata è una magia !
Per adesso ( son passati 2 anni )… mi prodigo come quello che deve fare qualcosa per “trascinare ” nel mondo interiore anche la compagna.. poi un giorno, sò già, se camminerà al mio fianco, bene.. altrimenti camminerò da solo.
E.. comunque non è obbligatorio che la crescita sia per tutti : il maestro sparisce quando l’allievo è pronto.
Una volta ho detto : La mia donna sarà di certo una bella persona che AMA CRESCERE ..
Oggi posso dire: ho al mio fianco una bella persona !
Ciao Chiara, Cuore, Mente/Ragione eCorpo …. vi scolto tutte le mattine con la mia piccola bambina e giorni fa mi ha fatto riflettere su cosa io seguo di più se il cuore, la ragione e.. onestamente penso di essere più cuore perchè impulsiva ma a volte la ragione/mente predonima
m. gloria NON IMMAGINIO quanto capisca e ancora prima senta quello che scrivi….tenta di venire almeno a una data degli psicoincontri (vedi sopra) che ne parliamo, io ho dedicato al tema gran parte del mio nuovo libro, Le luci nelle case degli altri, e ancora porca miseria non ho trovato una risposta…
ciao chiara, ti ascolto quando posso, a volte per pochi minuti ma mi bastano per capire che non sono lo sola a interrogarmi e a voler sapere di più di me stessa e della persona che ho vicino, ma quando a volerlo è uno sono dei due non puoi andare avanti e così dopo 36 anni di trovi a dover dire basta. è dolorosissimo ma necessario, come sarà il dopo ?
Ciao Chiara ,complimenti vi ascolto ogni giorno ,vado in bici e ascolto la tua trasmissione,guardo il mio computerino che mi da velocità,km percorsi ecc..ecc ho percorsogià 10 km ,quindi ascoltandovi non ho cognizione di tempo nè di strada.Bravi,svolgete un buon servizio .Grazie!!!!!
Falco :
ciao chiara,hai una risata che e’ un vero toccasano !complimenti continua cosi’
Subitocari tutti, quanti siete. Grazie e di più e ancora. A Jo, così terribilmente e magicamente simile, ad Annalisa, che ritroverà i personaggi de La Zona Cieca nel condominio de “Le luci nelle case degli altri”, tra pochissimo in libreria: stavolta non saranno soli, ma a tu per tu con altre contraddizioni, altre felicità, altre sofferenze, tutte attraversate da una protagonista che mai come stavolta sento mia. Grazie poi a Gianni (sono inciampata in tanti film peggiori del libro da cui erano tratti, ma nessuno mi ha fatto cambiare idea sul libro, a te è capitato invece?), ad Alero, insomma, a tutti, ripeto. E mi raccomando occhio a questo sito, che da ottobre in poi sarò in giro con quelle Luci lì, e qui troverete tutti i dove e i come e i quando. I perché porca miseria mi sfuggono sempre.
Chiara
Ciao Chiara, all’inizio l’ho trovato illegibile poi mi sono appassionata a La zona cieca, naturalmente non per i risvolti psicologici troppo cervellotici. Si potrebbe fare un seguito?
ciao chià,hai mai letto un libro che hai amato e quando da quello hanno fatto il film sei rimasto deluso e pure il libro non ti piace più come prima?
Mi piace moltissimo il tuo programma e come affrontate i fantasmi che bene o male abbiamo tutti in noi,ma ho paura che se leggessi un tuo libro e non dovesse piacermi non riuscirei a sentirti come prima.
ciao,continua così
Un tuo psicoascoltatore molto psico…
Le luci nelle case degli altri, nelle librerie dal 5 ottobre.
Alcuni di noi hanno già avuto la fortuna di leggerlo … è imperdibile.
Per saperne di più:
Maria, l’amministratrice condominiale libera e carismatica di un palazzo apparentemente come tanti, muore improvvisamente, in un incidente stradale. Rimane sua figlia, una bambina di sei anni: e rimane una lettera.
La bambina si chiama Mandorla, e già nel nome ha tutto l’incanto e l’assurdità di quello che sarà il suo destino: nella lettera Maria infatti rivela che il vero padre di Mandorla si nasconde proprio in uno dei cinque piani del condominio che lei amministrava…
Chi è, dunque, il padre di Mandorla? Chi, in quel palazzo, intratteneva con Maria una relazione così profonda e segreta? Gli uomini del condominio sono naturalmente tutti sospettati: uno di loro deve confessare. Ma con l’appoggio delle loro famiglie, dopo una lunga riunione, in un patto tanto scellerato quanto giudizioso, decidono di non volersi sottoporre al test del Dna: e stabiliscono di crescere la bambina tutti assieme. E’ questo, il fatale presupposto di una commedia umana che con l’alibi della fantasia, in realtà ci chiama in causa tutti.
Perché attraverso lo sguardo smarrito –ora allegro, ora dolcemente disperato- di Mandorla, che da bambina si fa adolescente, accendiamo le luci (e scopriamo le ombre) delle case di un condominio dove, presto, ognuno di noi scoprirà di abitare. Sondiamo le ragioni e le nevrosi della solitudine di Tina Polidoro; entriamo nella desolata camera da letto di Caterina e Samuele Grò; andiamo al gay pride con Paolo e Michelangelo; veniamo travolti dal tormento dell’incomunicabilità amorosa tra Lidia e Lorenzo; ci sediamo a tavola con i Barilla, famiglia ostinatamente tradizionale. E mentre, di piano in piano, Mandorla cresce, s’innamora, cerca suo padre e se stessa, ci avventuriamo con lei verso rivelazioni luminose e rivelazioni scomode, assistiamo a nuove unioni e a separazioni necessarie.
Ci ricorderemo che ancora prima di essere mogli, madri, padri, mariti e figli, siamo persone: meravigliose ma allo stesso tempo terribili, e tutte con un’infanzia alle spalle che rischia di perseguitarci per sempre.
E scopriremo, così, che la famiglia è un’indefinibile alchimia: chi ce l’ha ne avverte il peso fino a mandarla in mille pezzi, chi non ce l’ha la desidera come il solo luogo della felicità possibile.
Con sorgivo talento di narratrice, Chiara Gamberale costruisce attorno al cuore pulsante della sua protagonista un romanzo corale dove i grandi archetipi si mescolano agli struggimenti contemporanei, la verità e la menzogna cambiano continuamente di segno per dare vita a una voce fresca e profonda, dal timbro originalissimo, indimenticabile che ci condurrà, fiduciosa soprattutto dei suoi dubbi, verso un finale sorprendente.
manca poco….
La redazione
Ho conosciuto chiara solo quest’anno ascoltando la sua trasmissione e mi ha affascinato troppo la sua dialettica. ho cercato notizie su di lei ed ho scoperto che è una scrittrice. ho cercato i suoi libri ed ho comprato e letto ” la zona cieca”. sconvolgente, appassionante, che da dipendenza. sei bellissima e talentuosa. che tuo libro leggere ora ?
Dolce Chiara, nel 2000 seguivo la trasmissione che conducevi su rai3 senza sapere che le nostre storie erano terribilmente simili…anni dopo ho visto il film tratto dal tuo libro e mi ci sono riconosciuta, solo leggendo il nome dell’autrice del libro ho capito che eri tu! Io ho iniziato a soffrire di anoressia a diciannove anni, dopo che mio padre era stato 3 mesi in carcere (ingiustamente) per una vicenda giudiziaria di stampo molto politico. Naturalmente il mio disagio era latente da anni ed ho scoperto solo da qualche anno di avere sempre sofferto di disturbo bipolare. I medici mi curavano per altro e così i miei disturbi alimentari mi han portata quasi a morirne nel 2004. In seguito mi sono ripresa, ho studiato letto ed ho deciso che avrei scritto, che sarebbe stato lo scopo della mia vita. I miei problemi ci sono ancora, ma ho ripreso a vivere. Spesso eccedo con il cibo ma almeno sono lucida, sono consapevole di quel che faccio e dico. Quando sento che la pazzia si avvicina corro ai ripari per tenerla alla larga. Ho rotto ogni rapporto con il mio psichiatra e prendo solo quei due farmaci che mi han sempre dato una mano.Ora ho trentadue anni, non lavoro, non ho il ragazzo ma ho molti amici. Se vorrai contattarmi te ne sarò per sempre grata. Un saluto affettuoso da Jo.
Chiara, come maschietto non posso esimermi dal dirti ce sei una bellissima donna. Esaurite ora le formalità
) ti faccio i complimenti per come conduci la trasmissione. In genere le persone che si interrogano sono anche insopportabilmente pallose. tu sei leggera anche nell’approfondimento, nello spolpare da ogni angolatura i comportamenti umani. Non è facile muoversi in un terreno dove il relativismo (io preferisco chiamarla la “situazionalità”) è la regola e quello che è giusto per uno non lo è per l’altro… complimenti davvero. peccato che sia quasi sempre al lavoro quando andate in onda. mi consolerò con i podcast.
un abbraccio
adesso l’immondizia ha imparato , s’è raffinata , si camuffa, assume altri aspetti , si ! è riuscita a passare e dire che ho fatto di tutto per aumentare la distanza che mi divide dai rifiuti .
lontano , devo andare piu lontano abbandonando la capacità di comprendere eliminando i libri le radio le tv internet ed emigrare in un paese del quale non conosco la lingua , forse solo cosi potrei permettere al mio cervello i regali che riesce ancora , nonostante tutto , a farmi , prorogandomi la vita con l’illusione di altre immagini .
oppure potrei evitarmi conoscenze limitandole al pelo delle superfici umane senza null’altro a pretendere abbandonando la ricerca del simile che mi confermi le mie buone condizioni mentali , o ancora potrei drogarmi e farne uno stile di vita oppure ancora dedicarmi appassionatamente all’alcool strada peraltro gia intrapresa e devo dire con buoni risultati . ciononostante l’immondizia puzza ma il fetore da fastidio a pochi
La canzone che fa da sigla al programma di Chiara è cantata dal gruppo finlandese LOITUMA e si intitola LEVAN POLKKA. Mi è sembrato doveroso dare questa informazione a quanti apprezzano, come me il programma di Chiara Gamberale.
Ciao a tutti
A proposito della domanda posta agli ospiti oggi alla fine della puntata/seduta; la mia risposta di pancia è:l’AMORE! io cerco questo e, nella mia testa, mi darebbe la felicità, la serenità, la leggerezza di cui parlavano gli psico-ascoltatori lì presenti.PANACEA di tutte le noie, nevrosi che mi affliggono? Forse!
Prima volta in vita mia che scrivo un commento e, farlo qui , mi sembra un buon inizio! Buona estate a tutti….
come si può non perdere la testa per una donna come chiara?comprensiva,intelligente,colta,solare ecc.ecc. non finisco più!non posso ascoltare la trasmissione perchè soffro all’idea di non poter trovare una chiara tutta per me.sono egoista lo so…ma sincero!
Complimenti sinceri, difficilmente riesco a sentire tutta la trasmissione in diretta, ma scarico sempre i poadcast per riascoltarla con calma. Spesso mi colpisce l’intuizione di Chiara nell’interpretare i commenti degli ascoltatori, la sua capacità di mettere a fuoco il problema, ma anche di andare oltre il non detto.
Avrei giurato che fosse lei stessa una psicologa… laurea ad honorem!
gran donna davvero
Per Fede, Andrea e altri riguardo la canzone della sigla del programma:
http://www.youtube.com/watch?v=cz-1cBfOCc4&feature=related
ciao chiara io sto leggendo l’ultimo romanzo del nichilista e lo trovo straordinario….un po’ mi dispiace!!!!
ciao chiara io sono una dei tanti pazzoidi che vi ascoltano tutte le mattine mentre stò lavorando e x questo non posso chiamarvi o mandare sms, siete troppo forti.xò una discussione con corpo e cuore me la farei.
ciao giovini!!! ciò ma chiara sei veramente bella!!!!??
Chiara sei grande, davvero, apprezzo tanto la tua trasmissione su Radio2
Qualche volta mi manca ancora un po’ la voce di Carlo… ma è sempre delizioso ascoltarti!
P.s. la sigla mi ricorda un pezzo dei Loituma, un gruppo finlandese, mica sardo.
Ciao Chiara, il tuo programma lo conosco da poco tempo, davvero interessante, cosi’ come la sigla del programma. Ho riconosciuto delle parole in dialetto sardo e mi piacerebbe conoscere il titolo e chi la canta. bye bye.
ero incuriosita anch’io dalla canzone usata come sigla del programma di Chiara..come si intitola?
sapete dirmi l’autore e il titolo della canzone che chiara usa come sigla del progrAMMA?
accendo la radio e vi ascolto…quasi sempre mi sento coinvolta…pro ,o contro….strano vero?
ciao chiara ma sei bellissima