• 23 Settembre
    ore 12:35

    ALEX ZANARDI

    ALEX ZANARDI: GUARDA TUTTE LE FOTO!

    (D.E’ vero il mito che si va per partecipare, alle gare? )
    Non è vero! Si va per fare il proprio meglio, una volta che sei riuscito in questo devi essere comunque Soddisfatto anche se quello che porti a casa non è il migliore risultato su tutti. Però è logico che fino all’attimo prima della luce verde, è di vincere che sogni.
    Sennò che sogno sarebbe? Di arrivare, terzo, secondo?
    No! Sogni di arrivare primo, sempre. Però poi le vittorie possono essere anche nella normale quotidianità, nel riuscire a fare a modo proprio una serie di cose, magari meglio di quanto ti era riuscito il giorno precedente, queste sono fonti di soddisfazione, ti danno fiducia, ti danno voglia di fare ancora qualcos’altro, e giorno dopo giorno ti avvicini a obiettivi che un tempo erano soltanto sogni ma che tu con il tuo operato sei riuscito a trasformare in obiettivi, in cose da agguantare.
    Io mi sto avvicinando a questo sogno para-olimpico, credo che oramai non sia più tale ma cominci a diventare un obiettivo. Poi, che cosa sarò in grado di portare a casa quel Giorno a Londra….tutto da determinarsi!

    Io sono stato molto fortunato a nascere con un carattere molto ottimista, molto emiliano….
    Sarà stato merito di tortellini e tagliatelle?

    Il mio primo ricordo (della mia prima vita, ndr) è  un giorno in cui tornai a casa da una giornata abbastanza Avventurosa…
    Avevo 10 anni e chiesi a mio padre una cosa, con tutto l’ottimismo fanatico di cui è capace un bambino…

    Volevo fare il pilota di Formula1 e pensavo fosse una cosa che si potesse realizzare dalla sera alla mattina e mio padre, con tutta la saggezza di cui è sempre stato capace, mi spiegò che evidentemente alle cose ci si arriva per grado. Tu puoi soltanto fare in modo che ovunque tu sia, dovunque ti trovi, qualsiasi cosa tu stia facendo – che sia arrivato in alto o precipitato in basso come mi è accaduto successivamente -c’è sempre qualcos’altro che puoi fare, puoi sempre migliorare, puoi sempre muoverti nella direzione di quel sogno….Non ci è dato sapere quanto fortunati saremmo lungo quel cammino…

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    Insomma, mi ricordo quella chiacchierata. Non avevo capito bene cosa il mio saggio genitore voleva spiegarmi… successivamente mi sono trovato a riflettere su quello che mi aveva detto. Quella chiacchierata unita a tante altre cose credo che sia una delle ragioni che mi hanno dato quel vantaggio che tante volte mi è tornato particolarmente utile…

    Io avevo una sorella che  morì in un incidente stradale per cui sembra veramente uno scherzo  del destino che io mi sia ritrovato a fare proprio della velocità un mestiere.

    Mio padre mi comprò un go-kart per tenermi lontano dalla strada, come alternativa al motorino. All’inizio funzionò perfettamente il piano prestabilito. Poi ovviamente papà non sapeva che quello sarebbe diventato il mio strumento di lavoro…

    Alex Zanardi è una persona che oggi può fare delle scelte ed è un pezzo che il destino mi ha concesso questo lusso.
    Poi certamente io sono qualcuno che non si è perso d’animo in determinati momenti e ha voluto continuare a fare delle scelte.
    Ci sono delle persone che magari provano con lo stesso entusiasmo e non viene loro concessa nemmeno una delle opportunità che io ho avuto.
    Tuttavia dietro la storia di grandi uomini (non certo è il mio caso!) spesso scopri delle storie fantastiche, dei punti di partenza distanti anni
    luce da ciò che poi si sono ritrovati a fare nella vita, di ciò che gli ha regalato popolarità, celebrità, che sono dei valori aggiunti indubbiamente, sarebbe sciocco dire “sono infastidito di vedere la mia foto sul giornale o dal fatto che una persona mi fermi per farmi un complimento”, queste sono cose piacevolissime ma è un valore aggiunto: se non ami ciò che fai, se non ami la direzione che ti sei scelto nel corso della tua vita non arriverai mai…
    L’ambizione è un tipo di carburante che finisce molto presto! E’ molto importante avere delle passioni, e coltivarle.

    Giorno dopo giorno non è detto che anche (come è accaduto al sottoscritto!) il figlio di un idraulico non possa prima o poi diventare un pilota di Formula1: è questo che mio padre tentava di spiegarmi quel giorno ed è questo che io credo di essere riuscito a mettere in pratica nella vita!

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    (D.Tra ordine e rischio, qual era la cosa più attraente nella guida?)
    Nella guida non c’è niente di magico, niente legato al coraggio, a maggior ragione quando si va forte.
    Io sono andato oltre 400 km all’ora nelle corse americane di cui fortunatamente sono stato protagonista.
    In quei momenti devi soltanto  riflettere su cosa che devi fare. Devi abituarti a guardare certamente nei metri di asfalto subito davanti al muso dell’autovettura, ma anche nei 200,300 successivi…
    Qualsiasi cosa può accadere, e a quelle velocità quei metri possano essere davvero una frazione di secondo piccolissima.
    E’ semplicemente una questione di calcolo.
    Il pilota non fa una curva a tavoletta perché ha coraggio  ma perché conosce bene il mezzo che sta guidando,
    ne ascolta le sensazioni, ne percepisce perfettamente i meccanismi e decide che quel mezzo è in grado di fare quella determinata cosa, per cui ci prova…

    (D.Alex, ti manca tutto questo o lo ritrovi nell’ostinazione che c’hai messo nello sci, nella hand bike, con cui andrai a Londra?)
    Non mi manca tutto questo, lo ritrovo,  Anche se… c’è uno zero in meno! Già quando supero i 40 all’ora
    con la mia hand-bike è già un risultato…c’è uno zero che balla!
    Anche se forse…
    Un km guadagnato con la forza delle braccia è un risultato ancora più entusiasmante di 10 km  guadagnati con un auto da corsa!

    Il giorno dell’incidente io ho sottoposto la mia persona ad un esame incredibile! La scienza non mi concedeva nessuna possibilità. Tutt’ora ci sono scienziati che hanno studiato il mio caso e non sanno spiegarsi come mai io sia sopravvissuto!
    Se c’è una ragione ha sicuramente molto a che vedere con la cura che avevo avuto del mio corpo fino a quel momento. (alimentazione, tenore di vita…) Quel giorno il mio corpo ha fatto davvero la differenza: quando si è spenta la luce perché è accaduto, io ho perso i sensi e tutto… la testa ha poco a che vedere con quanto È accaduto e col fatto che 7 giorni io sia stata in grado di riaprirli, quegli occhi!

    (D.Bisogna mettere protesi anche alla testa, a un momento del genere? O è bastata la tua?)
    Prima dell’incidente mi ero interrogato su come avrei reagito in una situazione del genere e la risposta era stata quasi in automatico: mi toglierei la vita! Era stato un ragionamento molto superficiale perché poi quel pensiero non mi ha nemmeno sfiorato l’anticamera del cervello quando poi la cosa è accaduta realmente.
    E’ la risposta che tento di dare spesso ,passando per una persona falsamente modesta: io credo che in ognuno di noi  esista  qualcosa di profondo che salta fuori quando ce n’è bisogno e che serve a fare la differenza!
    Durante il mio percorso riabilitativo ho conosciuto tante persone che magari avevano meno popolarità del sottoscritto, si sono ritrovate a fare cose molto simili a me…
    Ne ho conosciute anche altre che ahimè erano degli arrabbiati con la vita, gente che magari aveva paradossalmente molto meno da lamentarsi del sottoscritto e che non riusciva a spostare la propria attenzione quotidiana dal proprio problema…
    Sono casi difficili da risolvere perché sono persone che non riesci nemmeno ad aiutare!

    Il mio primo ricordo al risveglio del Coma ce l’ho chiaro: non ho mai visto nessuna luce, nessun tunnel: semplicemente mi furono ridotti i farmaci che mi tenevano in questo stato di coma indotto quel tanto che bastava per farmi recuperare un po’ di lucidità ma non
    troppo perché non dovevo da solo rendermi conto troppo di  quel che era successo.
    Fu mia moglie, non dev’essere stato facile, che mi spiegò quel che era accaduto molto sinteticamente ed io me ne feci subito una ragione, ricordo di essermi riaddormentato solo dopo averle chiesto “ma sei sicura che t’hanno detto che non muoio più?” perché io mi sentivo davvero malissimo…
    E lei disse “no, no, i dottori han detto subito che sei fuori pericolo!”

    (D.Ma la colpa, ti è mai venuto di darla a qualcuno?)
    E’ una domanda che non mi ero mai posto, non mi era nemmeno mai stata posta. Posso risponderti così: sono passati 10 anni dal giorno del mio incidente e se mi venisse offerto l’esito di quel giorno (di fare in modo che la macchina di questo – che tra l’altro
    Ironicamente si chiamava Alex Tagliani, che mi ha tagliato in due-  ti schiva ma non hai il diritto di sapere chi saresti oggi)…beh… boh.
    Da bravo ottimista mi viene da pensare che qualcosa di buono l’avrei fatto comunque però porca miseria, delle cose belle ne sono accadute talmente tante… che insomma, alla fine fa bene lo stesso!
    Cioè: le gambe le vorrei, eh, logicamente, non vorrei essere retorico, se fosse possibile…
    Però ripeto sono successe tante cose, anche legate alla mia nuova condizione, non ultimo il fatto d’essere diventato vice campione del mondo di ciclismo per diversamente abili!
    (la più bella?)
    I complimenti dei bambini! Quelli degli adulti commuovono anche, ma quando un bambino ti fa un complimento vuol dire che non sei diventato un arrabbiato con la vita, che questa cosa non ti ha minimamente cambiato, che sei sempre quel burlone, bolognese di sempre a cui piace scherzare, raccontare le barzellette, e chissenefrega se hai perso un pezzo
    Per strada… l’importante è aver tenuto il grosso!
    Mio nipote un giorno dopo una giornata passata assieme a ridere e scherzare confidò al padre che da grande Voleva fare due cose “guidare una ferrari e perdere le gambe come lo zio!” come se quello fosse Il segreto della mia simpatia!
    Per cui lì ho avuto in un attimo la prova che da un certo punto di vista nulla era cambiato…

    (D.Oramai, che ti fa  paura a te?)
    Tante cose! Soffro di vertigini. Il futuro di mio figlio, Niccolò: ho il terrore che in quest’enorme mescolanza di opportunità che oggi la tecnologia, le scoperte, il mondo offre in generale almeno apparentemente,  si finisca per cadere in una sorta di empasse perché non sai dove puntare la prua della tua barca. Io mi auguro che per lui non sarà certamente l’automobilismo perché lui ha gusti molto diversi
    dal sottoscritto, mi auguro che trovi davvero qualche cosa da amare…
    No, no assolutamente! Non ho nessuna vocazione politica! Mi vedo con le mani sporche  a saldare, a lavorare al tornio: questa sarà la mia vecchiaia! Coltivare attività più semplici ma proprio per questo Molto più appaganti!

  • Una risposta per “ALEX ZANARDI”

    1. Ennio Nocera says:

      Paola Gamberale ,,,ha studiato e ben documentato su Alex .

      Zanardi è UOMO di grande caratura morale e questo lo sappiamo tutti ma non tutti sanno quanto sia stato ed è GENEROSO con tuttti e non soltanto con i Bambini assetati africani o per Bimbingamba….o per gli amputati che a lui si rivolgono. Alex e ironico super intelligente umile e grande realizzatore di sogni ma sopra ogni considerazione Alex è persona perbene dotato di quella scintilla che DIO gli ha concesso e suo tramte educherà noi tutti se soltanto facessimo la metà di quanto ha gia dato e fatto lui Zanardi nello sport nella ricerca dell’utilizzo dei suoi veicoli nella scrittura nella conoscenza del suo interiore è UNICO ed è impareggiabile ad alcun altro di mia conoscenza salvo ..Jovanni Paolo II -Joseph Tusiani – e forse altri integerrimi uomini a stechiometrìa mentale e camma aperta che pure vi sono ma che non saprei elencarne …. di certo ci sono pochissimi ma dovrebbero venire fuori come Alex ora dopo anni di sudore sangue fatica sacrifici rinunce ma sempre lui Alessandro Zanardi L’UOMO e mio Impavido amico. A tutti voi di Radio due bravi a grazie al direttore che spero segua il suo lume della ragione e non quello politico. bravi!


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